Sangue freddo e pentimento

Song lyrics

Sangue freddo e pentimento
Sono il mio nome e cognome
Non so come sia successo
Ma sono qui
Ad un punto esagerato
Non avrei mai immaginato
Di arrivare a dire questo di me
Sono malvagio
Perché ho tanto tempo
Ma senza di te

Il malvagio si distingue dal mite
Per non avere ripensamenti
Ha sempre in tasca la mappa
Per raggiungere l’uscita di sicurezza
E corre veloce sulla via di fuga
Dopo ogni misfatto
Porta sempre con sé
Il prontuario delle giustificazioni
Non ha mai momenti di tristezza
Ma solo qualche fulmine di rabbia
Che trattiene a fatica
Con fredda determinazione
E coprendolo di parole o silenzi

Sangue freddo e pentimento
Sono il mio nome e cognome
Non so come sia successo
Ma sono qui
Ad un punto esagerato
Non avrei mai immaginato
Di arrivare a dire questo di me
Sono malvagio
Perché ho tanto tempo
Ma senza di te

Il mite
La persona buona
Sa capire quando è stata malvagia
Conosce la tristezza
Quell’emozione
Che arriva all’improvviso
Come una leggera fitta tagliente
Che unita al pentimento
Lo fa piegare
Sotto il peso dei propri errori
E nell’attesa del perdono
O della riparazione
Ricorda le persone offese
E le perdute occasioni di serenità
La persona mite sa
Cosa c’è dentro alla propria anima

Sangue freddo e pentimento
Sono il mio nome e cognome
Non so come sia successo
Ma sono qui
Ad un punto esagerato
Non avrei mai immaginato
Di arrivare a dire questo di me
Sono malvagio
Perché ho tanto tempo
Ma senza di te

La persona mite sa
La persona mite sa
Cosa c’è dentro alla propria anima
Il malvagio ha in tasca la mappa
Il malvagio ha in tasca la mappa
Per raggiungere l’uscita di sicurezza
La persona mite sa
Cosa c’è dentro alla propria anima
Il malvagio non lo sa

Sangue freddo e pentimento
Sono il mio nome e cognome
Non so come sia successo
Ma sono qui
Ad un punto esagerato
Non avrei mai immaginato
Di arrivare a dire questo di me
Sono malvagio
Perché ho tanto tempo
Ma senza di te

Ho tanto tempo
Ma senza di te
Ho tanto tempo
Ma senza di te

Il testo di questa canzone è di Emanuele Conte, tratto dalla trasmissione radiofonica “Wicked Games – Giochi Malvagi” e dal libro “Le frequenze dell’anima“.
Sonorizzazione: ECO Sound Design.
Produzione: Klasspop.it
Progetto musicale: Rolling Lives
Progetto tecnico: podcastevolution.it
© ECRV 2026

Disponibile in versione ebook e cartaceo nelle migliori librerie online – Vai all’elenco >>>


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“Sangue freddo e pentimento” di Emanuele Conte: analisi del testo della canzone

La canzone “Sangue freddo e pentimento” di Emanuele Conte è una riflessione intensa e quasi filosofica sulla natura umana, sul conflitto tra bene e male e sulla consapevolezza dei propri errori. Attraverso immagini semplici ma profonde, il brano mette a confronto due modi opposti di vivere: quello della persona “malvagia”, fredda e razionale, e quello della persona “mite”, capace di riconoscere i propri sbagli e di provare pentimento.

Fin dalle prime parole, il protagonista si presenta con una frase molto forte: “Sangue freddo e pentimento sono il mio nome e cognome”. Questa espressione suggerisce che dentro di lui convivono due dimensioni contrastanti. Da una parte c’è il sangue freddo, simbolo di distacco emotivo, lucidità e controllo; dall’altra c’è il pentimento, cioè la capacità di guardare dentro di sé e riconoscere il peso delle proprie azioni. È come se il narratore stesse confessando di essere arrivato a un punto della propria vita in cui è costretto a confrontarsi con una parte di sé che non aveva mai immaginato.

Il testo poi introduce una distinzione molto netta tra il malvagio e il mite. Il malvagio, nella descrizione della canzone, è una persona che agisce senza ripensamenti. È sempre pronto a trovare una via di fuga, sia concreta sia morale: ha “in tasca la mappa per raggiungere l’uscita di sicurezza” e porta con sé “il prontuario delle giustificazioni”. Questa immagine racconta qualcuno che non si assume davvero la responsabilità delle proprie azioni. Non prova tristezza né rimorso; al massimo prova scatti di rabbia che riesce comunque a controllare con freddezza. È una figura che vive difendendosi dalle emozioni più profonde, coprendole con parole o con silenzi.

Al contrario, la persona mite viene descritta come qualcuno che conosce la tristezza e sa riconoscere quando ha fatto del male. La tristezza, nel brano, non è vista come una debolezza ma come una forma di consapevolezza. Arriva improvvisamente, “come una leggera fitta tagliente”, e insieme al pentimento costringe l’individuo a piegarsi sotto il peso dei propri errori. Questo passaggio è centrale perché suggerisce che la vera bontà non consiste nel non sbagliare mai, ma nel saper riconoscere i propri sbagli e cercare il perdono o la riparazione.

Uno dei versi più significativi è quello in cui si dice che la persona mite “sa cosa c’è dentro alla propria anima”. Qui emerge il vero punto della canzone: la differenza tra bene e male non sta solo nelle azioni, ma soprattutto nella consapevolezza interiore. Il malvagio può essere lucido, organizzato e persino efficiente, ma non guarda davvero dentro se stesso. Il mite invece possiede una forma di conoscenza più profonda, che passa attraverso il dolore, il rimorso e la memoria delle persone che ha ferito.

Il ritornello ripete più volte l’idea di essere arrivati a “un punto esagerato”, come se il protagonista si trovasse davanti a una presa di coscienza improvvisa. La frase “sono malvagio perché ho tanto tempo ma senza di te” introduce anche un’altra chiave di lettura: l’assenza di qualcuno di importante. Il vuoto lasciato da questa persona sembra amplificare la solitudine e costringere il protagonista a fare i conti con se stesso. Il tempo libero, invece di essere una libertà, diventa uno spazio in cui emergono dubbi, ricordi e rimorsi.

Nel finale, la canzone ribadisce il contrasto centrale: la persona mite sa cosa c’è dentro la propria anima, il malvagio non lo sa. È una conclusione quasi morale, ma espressa con grande delicatezza. Il brano non giudica in modo aggressivo; piuttosto invita a riflettere sul valore dell’autocoscienza e del pentimento.

In definitiva, “Sangue freddo e pentimento” è una canzone che parla della lotta interiore tra distacco e coscienza, tra giustificazione e responsabilità. Il messaggio che emerge è che la vera umanità non sta nell’essere perfetti, ma nella capacità di guardarsi dentro, riconoscere le proprie ombre e provare il desiderio di cambiare. Proprio in quel momento di fragilità – quando si prova tristezza e si sente il peso degli errori – si rivela la parte più autentica dell’animo umano.