Sono gli altri (Ballata)

Song lyrics

Nelle nostre storie c’è una parte
Che per forza è affidata agli altri
Sembra che alla fine di ogni incontro
Non debba restare nulla da raccontare
Nei convivi
E invece no
Le facce, le voci e i ricordi
Restano stampati nella mente
Come fossero pietrificati
Dalla potenza di un vulcano agitato
Per mano di un dio iracondo
Dalla natura o dal tempo
Che non si ferma mai
Dando così vita al futuro
Che senza pietà
Trascina con sé i ricordi
Come fossero pietre pesanti
Che ti frenano
O ali che ti insegnano a volare

Se potessi essere al tuo posto
Forse saprei cosa pensi
Se vedessi con i tuoi occhi
Forse sarebbe più chiaro per me
Se avessi la tua voce allora
Ti sentirei di più
Vorrei confondermi
Con quello che vedi
E con quello che desideri
Allora potrei illudermi
Di capirti

Sono gli altri la causa
di tutte le disavventure
E allo stesso tempo
la soluzione di ogni problema
Risolvibile dagli uomini
Sono gli altri
che determinano
il sorriso in un’alba
E il sonno ristoratore
dopo il tramonto
Sono gli altri sui quali
Scaramanticamente non contare
Pur chiedendo aiuto
Sono gli altri che possono
Vogliono, pretendono
O permettono
Siamo noi
Ognuno di noi
Che confuso in mezzo agli altri
Procura pena, danno, felicità
O amore
Rivolgendosi agli altri
Facendoli sentire
All’inferno o in paradiso

Se potessi essere al tuo posto
Forse saprei cosa pensi
Se vedessi con i tuoi occhi
Forse sarebbe più chiaro per me
S’io avessi la tua voce allora
Ti sentirei di più
Vorrei confondermi
Con quello che vedi
E con quello che desideri
Allora potrei illudermi
Di capirti

È tra gli altri
Che trovi il paradiso
Ed è lì che se vuoi
Ritroverai chi ami
Insieme alle tue speranze
E ai sogni
A volte sprechiamo i giorni
Per mostrare agli altri chi siamo
Elaboriamo progetti audaci
Rischiamo oltremodo
Facciamo discorsi impegnativi
E spesso non ci rendiamo conto
Che complichiamo le cose
In cambio di niente
Quando invece basta
Lasciarsi liberi
Di essere così
Come ci viene

Se potessi essere al tuo posto
Forse saprei cosa pensi
Se vedessi con i tuoi occhi
Forse sarebbe più chiaro per me
Se avessi la tua voce allora
Ti sentirei di più
Vorrei confondermi
Con quello che vedi
E con quello che desideri
Allora potrei illudermi
Di capirti

Il testo di questa canzone è di Emanuele Conte, tratto dalla trasmissione radiofonica “The Others – Gli Altri” e dal libro “Le frequenze dell’anima“.
Sonorizzazione: ECO Sound Design.
Produzione: Klasspop.it
Progetto musicale: Rolling Lives
Progetto tecnico: podcastevolution.it
© ECRV 2026

Disponibile in versione ebook e cartaceo nelle migliori librerie online – Vai all’elenco >>>


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“Sono gli altri” di Emanuele Conte: una riflessione poetica sui legami umani

Ci sono canzoni che parlano d’amore, altre che raccontano il dolore, altre ancora che fotografano un momento preciso della vita. “Sono gli altri”, invece, prova ad andare più a fondo: racconta il legame invisibile che esiste tra noi e tutte le persone che attraversano il nostro cammino.

Il brano di Emanuele Conte è una riflessione intensa sul fatto che nessuno si costruisce davvero da solo. Ogni incontro lascia qualcosa: una parola, una ferita, un ricordo, una speranza. Anche le persone che sembrano passare velocemente nella nostra vita finiscono per cambiare il nostro modo di vedere il mondo.

Fin dalle prime immagini del testo emerge una verità semplice ma profonda: dentro ogni storia personale esiste sempre una parte che appartiene agli altri. La memoria non è mai completamente individuale. I volti incontrati lungo il percorso rimangono impressi nella mente e continuano a vivere dentro di noi anche quando il tempo passa. Alcuni ricordi diventano così forti da sembrare scolpiti nella pietra, come emozioni impossibili da cancellare.

La canzone riflette anche sul peso del passato. I ricordi possono trasformarsi in ostacoli che rallentano il cammino oppure in ali capaci di farci crescere. È uno dei messaggi più significativi del brano: ciò che abbiamo vissuto insieme agli altri può distruggerci oppure insegnarci qualcosa di nuovo su noi stessi.

Al centro della canzone c’è poi il tema dell’empatia. Il desiderio di vedere con gli occhi dell’altro, di capire davvero ciò che sente, attraversa tutto il testo. È un bisogno profondamente umano: cercare una connessione autentica, provare ad abbattere le distanze interiori che separano una persona dall’altra. Anche se comprendere completamente qualcuno è impossibile, continuiamo comunque a cercare quel contatto.

La frase chiave del brano racchiude perfettamente questo contrasto: gli altri possono essere la causa delle nostre sofferenze ma, allo stesso tempo, anche la soluzione ai nostri problemi. Sono le persone a poterci ferire, deludere o farci sentire smarriti. Ma sono sempre le persone a regalarci amore, conforto, amicizia e salvezza nei momenti difficili.

È proprio qui che “Sono gli altri” trova la sua forza: mostra il paradosso umano di voler essere indipendenti mentre, in realtà, abbiamo continuamente bisogno degli altri per sentirci completi.

Nella parte finale emerge anche una riflessione sulla libertà personale. Spesso passiamo gran parte della vita tentando di dimostrare qualcosa: chi siamo, quanto valiamo, cosa possiamo diventare. Eppure il brano suggerisce che la vera serenità non nasce dalla necessità di convincere gli altri, ma dalla capacità di essere sé stessi senza maschere.

Il messaggio finale della canzone è chiaro: gli altri non sono semplicemente persone che ci circondano. Sono il luogo in cui nascono i ricordi, i sogni, le paure e gli amori che definiscono la nostra esistenza.

“Sono gli altri” diventa così molto più di una canzone sulle relazioni: è una riflessione sulla natura umana e sul bisogno reciproco che lega ogni individuo agli altri. Un promemoria poetico del fatto che, nel bene e nel male, la nostra vita prende forma proprio attraverso gli incontri che viviamo.