

C’è qualcosa nella radio che sfugge alle definizioni. Non è soltanto un mezzo di comunicazione, non è solo musica o intrattenimento: è uno spazio invisibile fatto di voci, emozioni e immaginazione. È proprio in questo spazio che nasce Le Frequenze dell’Anima – Microstorie, pensieri e frasi scomposte come alla radio, il libro di Emanuele Conte.
Un libro che non nasce come un libro. Nasce da appunti, fogli sparsi, parole dette al microfono, pensieri lasciati sospesi tra una canzone e l’altra. Nasce dalla radio.
Una dimensione tra reale e immaginato
La radio vive in una dimensione particolare: reale e allo stesso tempo onirica. Molto prima dell’era digitale e dei mondi virtuali, la radio aveva già inventato uno spazio immateriale dove le persone si incontrano senza vedersi.
È uno spazio fatto di parole e musica.
Uno spazio in cui le immagini non vengono mostrate: si formano da sole nella mente di chi ascolta.
Nel libro, Emanuele Conte racconta proprio questo territorio invisibile. Non con saggi o analisi, ma attraverso microstorie, pensieri e frasi frammentate, proprio come accade in una trasmissione radiofonica. Brevi momenti di vita che passano veloci, ma che riescono a lasciare un’eco.
Il D.J. tra voce, ego e verità
Chi lavora alla radio lo sa: il microfono è uno specchio particolare.
Il D.J. parla agli altri, ma spesso sta dialogando anche con se stesso.
Tra una canzone e l’altra emergono ironia, malinconia, rabbia, ricordi e intuizioni improvvise.
In Le Frequenze dell’Anima, la figura del conduttore radiofonico appare in tutta la sua umanità:
non come un artista celebrato, ma come una persona che vive di parole, musica e pensieri che a volte devono uscire per forza.
A volte per divertire.
A volte per far riflettere.
Altre semplicemente per liberarsi di quel nodo che si forma in gola quando le emozioni non trovano posto altrove.
Un libro nato quasi per caso
La storia di questo libro è anche una storia familiare.
I testi che compongono il volume provengono dagli appunti delle trasmissioni radiofoniche di Conte. Fogli lasciati qua e là, destinati probabilmente a rimanere sparsi per sempre.
A raccoglierli è stata Renée Conte, speaker pubblicitaria e compagna di viaggio dell’autore, che ha deciso di conservarli come si farebbe con un album di fotografie.
Sfogliandoli, si ritrovano momenti vissuti alla radio: parole pronunciate in diretta, emozioni nate in studio, ricordi che la voce aveva già consegnato all’etere.
A quei frammenti si sono poi aggiunti aneddoti, flashback e piccoli episodi reali della vita radiofonica.
Scrivere come si parla alla radio
Lo stesso autore ammette con ironia di non sentirsi uno scrittore.
Le regole della grammatica, dice, richiedono disciplina, memoria e applicazione.
La radio invece è un’altra cosa: è spontaneità, è flusso, è chiacchiera.
Eppure proprio in questa apparente leggerezza nasce lo stile del libro. Le frasi respirano come la voce alla radio: una virgola diventa una pausa, un punto è come riemergere dall’acqua per prendere fiato prima di ricominciare.
Il risultato è una scrittura che mantiene il ritmo dell’etere.
Parole, musica e vita
Molti dei testi presenti nel libro provengono dalla serie radiofonica Words Music & Life, un format dove musica e riflessione si intrecciano in modo naturale.
Il titolo stesso racconta l’essenza del progetto: parole, musica e vita, tre elementi inseparabili, soprattutto per chi vive la radio non come un lavoro, ma come una passione.
Perché per un D.J., in fondo, la radio è sempre una forma di amore:
- per la propria voce
- per le proprie idee
- per l’arte di raccontare
- e, qualche volta, anche per chi ascolta.
Un libro da ascoltare con gli occhi
Le Frequenze dell’Anima non è un romanzo, è più simile a una trasmissione radio trasformata in pagine.
Si può aprire in qualsiasi punto, leggere una microstoria, fermarsi su una frase o lasciarsi portare dal flusso dei pensieri.
È un libro che si legge come si ascolta la radio: senza fretta, lasciando che parole e musica immaginate facciano il resto.
Perché in fondo la radio non è fatta di onde elettromagnetiche, è fatta di persone che parlano, di persone che ascoltano… e dello spazio invisibile che si crea tra loro.
Dalle parole alle canzoni
Alcune delle riflessioni nate tra le pagine di Le Frequenze dell’Anima – Microstorie, pensieri e frasi scomposte come alla radio ora hanno trovato una nuova forma espressiva: la musica. Alcuni di quei pensieri, inizialmente scritti o pronunciati come appunti radiofonici, sono diventati vere e proprie canzoni.
Brani come L’esistenza degli uomini, È Gente Come Noi, Dove andrai, Sangue freddo e pentimento, Le nostre parole e le altre fin qui prodotte, rappresentano questo passaggio naturale dalla parola alla musica, dalla riflessione alla melodia.
Queste canzoni possono oggi essere ascoltate sulle principali piattaforme musicali digitali, tra cui YouTube, Spotify, Amazon Music, Apple music e molte altre.
È come se alcune di quelle “frequenze dell’anima” avessero trovato un nuovo modo di viaggiare nell’aria: non più solo attraverso la voce di un D.J., ma anche attraverso le note di una canzone.
Ed è proprio lì che vibrano ancora di più le frequenze dell’anima.
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